Telethon: dona con un SMS o chiama da rete fissa il 45507

45507. Ovvero, un modo semplicissimo per dire assieme a Tommaso #IOESISTO e lotto contro l’Atrofia Muscolare SpinaleGrazie alle vostre donazioni, Telethon riesce a finanziare 393 laboratori in tutta Italia e 3 importati istituti di ricerca: il Tigem a Napoli, l’Hsr-Tiget presso il San Raffaele a Milano e il DTI (Dulbecco Telethon Institute). Continuate a donare! … Leggi tutto

Cure compassionevoli anche per Desireè

Come avvenuto per Celeste, il Giudice dott. Giorgio Flaim, ordina all’Azienda Ospedaliera Spedali Riuniti di Brescia di continuare le cure compassionavoli, tramite iniezioni di cellule staminali adulte, anche per la piccola Desireè Larcher. Leggi il decreto del Tribunale di Trento. 22 Novembre 2012

Studio sulla causa della SMA

I risultati di uno studio su modello animale condotto da scienziati del Centro Motor Neuron presso la Columbia University Medical Center di New York suggeriscono che l’Atrofia Muscolare spinale, comunemente ritenuta una malattia delle cellule nervose chiamate motoneuroni, potrebbe derivare invece dalla disfunzione dei circuiti motori (reti costituite da diversi tipi di neuroni specializzati che coordinano i movimenti muscolari).

Nei circuiti motori, neuroni sensoriali specializzati chiamati neuroni propriocettivi raccolgono e trasmettono informazioni al midollo spinale e al cervello sulla posizione del corpo nello spazio. Il sistema nervoso centrale elabora quindi i dati e invia i segnali appropriati, anche tramite interneuroni, ai neuroni motori, che a loro volta stimolano il movimento dei muscoli.

In uno studio condotto dal dott. Brian McCabe, assistente professore di patologia e biologia cellulare e neuroscienze presso il Motor Neuron Center, i ricercatori hanno dimostrato che la SMA ha origine nei neuroni propriocettivi e interneuroni, che poi causano il malfunzionamento dei motoneuroni.

Le mutazioni del gene SMN1 sono la causa di fondo della SMA negli esseri umani. Lo studio del dott. McCabe è stato condotto sui moscerini della frutta, geneticamente modificati in modo che ogni loro cellula abbia una copia difettosa del gene SMN1. I geni difettosi SMN1 generano insufficienti livelli di proteina SMN nelle cellule delle mosche, con conseguente riduzione della massa muscolare e della funzione motoria. Quando i ricercatori hanno immesso copie completamente funzionali del gene SMN1 nei neuroni motori delle mosche o nelle cellule muscolari, non si è riscontrato alcun miglioramento. Soltanto quando SMN1 è stato restituito ai neuroni propriocettivi e agli interneuroni, finalmente la massa muscolare e la funzione motoria sono stati ripristinati.

In ulteriori esperimenti, il team del dott. McCabe ha dimostrato che nei moscerini della frutta con il difetto SMN1, i neuroni propriocettivi e interneuroni non producono abbastanza neurotrasmettitori. Bloccando i canali del potassio delle mosche, sia geneticamente che attraverso l’uso di farmaci, si è avuto un aumento dell’attività neurotrasmettitoria, con conseguente miglioramento della funzione motoria e della massa muscolare (i canali del potassio svolgono un ruolo cruciale nella contrazione muscolare).
Sulla base di questi risultati, il SMA Clinical Research Center presso il Columbia University Medical Center ha lanciato un trial clinico di fase 2-3 con il farmaco dalfampridina su pazienti affetti da SMA (la dalfampridina è un potassio antagonista ed è commercializzata con il nome di AMPYRA per il trattamento della sclerosi multipla). Lo studio è stato progettato per valutare se AMPYRA possa migliorare la capacità di camminare e la resistenza in adulti con SMA di tipo 3.
“E’ improbabile che questo farmaco rappresenti una cura per la SMA”, ha affermato il dott. McCabe in un comunicato stampa, “ma speriamo che produca un reale beneficio per i pazienti”.

In un secondo studio, condotto dal ricercatore Livio Pellizzoni, assistente professore di patologia e biologia cellulare presso il Centro Motor Neuron, gli scienziati hanno dimostrato che la perdita della proteina SMN nelle cellule altera lo splicing dell’RNA, un fondamentale processo cellulare necessario per tradurre le istruzioni genetiche in proteine. Tra gli altri effetti, lo splicing alterato provoca una riduzione dell’attività di un gene appena identificato che i ricercatori hanno chiamato stasimon, che a sua volta interrompe i circuiti motori. I ricercatori hanno dimostrato che l’aumento dell’attività del gene stasimon potrebbe correggere alcuni aspetti della disfunzione motoria in modelli SMA.

I risultati forniscono un collegamento diretto tra la perdita di attività del gene SMN1, lo splicing difettoso del gene stasimon e la disfunzione dei circuiti motori. Inoltre suggeriscono che il gene stasimon possa servire quale nuovo bersaglio terapeutico nella lotta contro la SMA. Link: www.ricercasma.it

Studio sulla causa della SMA

I risultati di uno studio su modello animale condotto da scienziati del Centro Motor Neuron presso la Columbia University Medical Center di New York suggeriscono che l’Atrofia Muscolare spinale, comunemente ritenuta una malattia delle cellule nervose chiamate motoneuroni, potrebbe derivare invece dalla disfunzione dei circuiti motori (reti costituite da diversi tipi di neuroni specializzati che … Leggi tutto

Un nuovo studio per ISIS-SMNRx

Isis Pharmaceuticals ha avviato un nuovo studio per valutare la sicurezza, la tollerabilità e il dosaggio del farmaco ISIS-SMNRx, somministrato intratecalmente a 24 pazienti affetti da SMA. Questo studio fa seguito ad un precedente studio di sicurezza a dose singola completato all’inizio di quest’anno. Questo secondo trial permetterà di valutare la sicurezza, la tollerabilità e … Leggi tutto

Repligen inizia un trial di fase 1b

Repligen Corporation ha avviato uno studio clinico di fase 1b con RG3039, farmaco candidato per il potenziale trattamento dell’Atrofia Muscolare Spinale. L’obiettivo principale dello studio è la valutazione ulteriore della farmacocinetica e della sicurezza del farmaco, somministrato in dosi multiple a volontari sani.

Questa sperimentazione di fase 1b è uno studio in doppio cieco, controllato con placebo, in dose multipla crescente, e sarà condotto presso la Clinica Jasper a Kalamazoo, Michigan. Secondo il protocollo di studio, ciascuno dei 32 volontari adulti sani sarà randomizzato a ricevere dosi orali crescenti sia di RG3039 che di placebo. All’interno di ciascuna delle quattro coorti di dose, sei soggetti saranno esposti a dosi orali di RG3039 e due soggetti a placebo (rapporto 3 a 1) per 28 giorni.

Gli obiettivi secondari dello studio sono quelli di correlare la farmacocinetica del farmaco con un pannello di biomarcatori molecolari, e di determinare le concentrazioni plasmatiche di inibitori RG3039 per l’enzima bersaglio DcpS. E’ nelle aspettative della società che i risultati cumulativi degli studi di fase 1 possano favorire l’approccio e la progettazione di un futuro studio di efficacia di RG3039 nei pazienti SMA. L’avvio di questo studio di fase 1b segue il completamento di una sperimentazione di fase 1a, all’inizio di quest’anno. Si è trattato di uno studio in cieco, a dose singola ascendente di RG3039 somministrato a 32 volontari sani.

I risultati positivi di questo studio a dose singola sono stati presentati al Meeting Annuale della American Academy of Neurology nel mese di aprile 2012. Tali risultati hanno dimostrato che RG3039 è stato ben tollerato anche a livelli plasmatici superiori a quelli in cui DcpS è stato completamente inibito. I dati mostrano che l’esposizione al farmaco ha comportato un’inibizione superiore al 90% dell’enzima bersaglio DcpS in cellule del sangue periferico per 48 ore.

RG3039 è un inibitore biodisponibile per via orale di un enzima per il trattamento dell’RNA chiamato DcpS. RG3039 ha dimostrato di aumentare la produzione della proteina SMN in cellule derivate da pazienti. Inoltre RG3039 ha dimostrato di migliorare la patologia del motoneurone, la mobilità e la durata della vita in modelli animali SMA.

“Il completamento di questa fase del programma di sviluppo clinico di RG3039 in volontari sani, in caso di successo, fornirà le basi necessarie per gli studi più avanzati che coinvolgeranno pazienti SMA, pazienti che hanno urgente bisogno di un trattamento per questa devastante malattia”, ha dichiarato il dott. Walter Herlihy, Presidente di Repligen Corporation. “Apprezziamo il supporto dei nostri collaboratori nella conduzione di questo studio di fase 1b e siamo ansiosi di condividerne i risultati”.

Repligen inizia un trial di fase 1b con RG3039

Repligen Corporation ha avviato uno studio clinico di fase 1b con RG3039, farmaco candidato per il potenziale trattamento dell’Atrofia Muscolare Spinale. L’obiettivo principale dello studio è la valutazione ulteriore della farmacocinetica e della sicurezza del farmaco, somministrato in dosi multiple a volontari sani.Questa sperimentazione di fase 1b è uno studio in doppio cieco, controllato con … Leggi tutto

Un nuovo studio per ISIS-SMN Rx

Isis Pharmaceuticals ha avviato un nuovo studio per valutare la sicurezza, la tollerabilità e il dosaggio del farmaco ISIS-SMN Rx, somministrato intratecalmente a 24 pazienti affetti da SMA. Questo studio fa seguito ad un precedente studio di sicurezza a dose singola completato all’inizio di quest’anno.

Questo secondo trial permetterà di valutare la sicurezza, la tollerabilità e la farmacocinetica per dosi crescenti di ISIS-SMNRx somministrato direttamente nel fluido cerebrospinale due o tre volte per tutta la durata dei test, prevista di 36 settimane, in 24 pazienti con atrofia muscolare spinale. Tre livelli di dosaggio saranno valutati in sequenza. Ogni livello sarà studiato in una coorte di 8 pazienti, ciascuno dei quali riceverà il principio attivo. Il dato principale dei test riguarderà il numero di partecipanti seguiti per tutta la durata dello studio che presenteranno eventi avversi. Il dato secondario riguarderà la misura dei livelli del farmaco nel plasma e nel fluido cerebrospinale.

L’approccio terapeutico antisenso di Isis per la SMA implica l’uso di una breve struttura chimica, chiamata farmaco antisenso, destinata ad aumentare la produzione della proteina SMN, carente nei pazienti SMA e associata alla normale funzione motoria. SMN2 è un gene strettamente correlato che normalmente produce una forma troncata e poco funzionale della proteina SMN. Isis ha progettato il suo farmaco antisenso in modo da legarsi all’RNA SMN2, controllando la produzione di proteina SMN. Usando questo approccio, Isis spera di fornire benefici terapeutici ai pazienti affetti da SMA.

Columbia University Medical Center e University of Utah School of Medicine stanno già reclutando candidati di sesso maschile e femminile di età compresa tra 2 e 15 anni con segni clinici attribuibili ad atrofia muscolare spinale. I dettagli di questo studio possono essere trovati sul sitoClinical Trials.

Link:ricercasma.it